La legge del contrappasso, regola per cui la pena colpisce i rei mediante il contrario della loro colpa o per analogia ad essa, questa volta tocca i partiti politici, che hanno continuato a perpetrare il “peccato originale” della politica italiana, cioè la mancanza di una loro regolamentazione e responsabilità giuridica. E hanno continuato convinti che ci fossero solo vantaggi a perpetuare lo status quo; recentemente hanno invece visto il rovescio della medaglia e non è stato piacevole.
Caso Lusi - L’ex Tesoriere della Margherita ha ammesso di fronte ai magistrati di aver dirottato a fini personali circa 13 milioni di euro di fondi della partito. Lusi ha anche depositato al magistrato una bozza di fideiussione bancaria a garanzia della restituzione di 5 milioni alla Margherita, partito sciolto nel 2007 per confluire nel Pd, ma che continua a detenere un patrimonio e a percepire il rimborso elettorale (altra anomalia tutta italiana). Il senatore Luigi Lusi è stato espulso dal gruppo del Pd al Senato. Rutelli ha dichiarato: «Mi si dice ‘come fai a non vedere’? Il fatto è che c’è una cultura di partiti in cui il capo del partito è anche quello che ha la cassa, mentre la mia è una cultura fatta di passione e così quando hai instaurato tre livelli di controllo e succedono queste cose è evidente che sei stato fregato, che siamo stati ingannati. [...] Lusi ha avuto la fiducia piena mia ma anche di tutto il Pd.Vi sfido a dirmi se avete mai letto un resoconto dell’approvazione di un bilancio dei Ds, Lusi è peraltro un autorevole senatore Pd e non l’ho mica nominato io rappresentante nella giunta delle immunità.”
Il tesoretto di AN - Anche qui problemi su un patrimonio di 26 milioni di euro che ha scatenato una guerra tra pidiellini e finiani sulla sua gestione. Una nota del Pdl afferma di aver restituito ad AN, nell’agosto 2010, 3.750.000 euro da essa ricevuti in prestito per le regionali di quell’anno mentre Massimo Corsaro (pdl) afferma che 21 dei 26 milioni che mancano all’appello, «sono stati spesi quando la fondazione An era governata dalle figure facenti parte della segreteria personale di Fini». I finiani contestano a chi ha gestito il patrimonio An di averlo «messo a disposizione del Pdl». La sensazione è quella che si andrà avanti a colpi di carte bollate, smentite e sospetti.
Radicali - Maurizio Turco, attuale cassiere radicale, ha messo su
bito le mani avanti: «Il nostro caso è l’unico nella storia della Repubblica che ha visto arrivare prima il partito della magistratura. E ogni volta che la magistratura è arrivata si è trovata di fronte a dei partiti con dirigenti ingenui o distratti. Noi abbiamo controllato, appurato, denunciato».Quinto è stato per anni stretto collaboratore di Marco Pannella, ha scoperto recentemente che aveva messo a bilancio del partito multe, bollette, centri benessere, ristoranti, hotel e spese personali come sopravvenienze passive da parte del tesoriere. Ora il partito del segretario Mario Staderini ha pronta una richiesta di risarcimento nei confronti di Quinto di 230 mila euro.
Davanti a questi abbaglianti fatti, la politica non ha potuto voltarsi dall’altra parte; ne sono nate alcune proposte, più o meno serie, passiamole in rassegna:
Proposta Greco (procuratore aggiunto di Milano) – “Pubblicare i bilanci dei partiti su internet, dopo aver dato un incarico ad una società di revisione; una proposta destinata ai partiti di buona volonta’, che vogliano marcare con la trasparenza una differenza. Decidano di dotarsi di un’autoregolamentazione, senza aspettare una riforma dei partiti, attesa ormai da 60 anni”.
Proposta Turco (deputato radicale) – “Trovo metodologicamente sbagliato che ogni giorno ci si inventi qualcosa di urgente a seconda delle proprie private urgenze e convenienze. In Commissione Affari Costituzionali è già incardinato il dibattito sull’articolo 49 della Costituzione relativo alla democrazia interna ai partiti. Tutti i partiti hanno presentato una loro legge e prendono anche in considerazione il controllo dei bilanci. Sul punto noi siamo per istituire una sezione della Corte dei Conti che si occupi specificamente del controllo dei soggetti privati che percepiscono denari pubblici. Non c’è bisogno solo di controllare i bilanci, è innanzitutto urgente, necessario, indispensabile togliere i partiti alle oligarchie e restituirli agli iscritti. In Commissione Affari Costituzionali è in corso un lavoro organico, speriamo che riprenda il lavoro che si è bloccato nel mese di luglio.”
Proposta Bersani – Il Pd, scottato in casa propria, è stato “costretto” a presentare una proposta: ecco quindi una riforma dei partiti per l’attuazione dell’art. 49 della Costituzione («Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale»). Un testo a prima firma Bersani su cui hanno lavorato anche Castagnetti e il tesoriere Antonio Misiani.
La proposta di legge del Pd si articola nei seguenti punti:
- I partiti diventano associazioni riconosciute con personalità giuridica (condizione per poter partecipare alle elezioni e accedere a rimborsi elettorali, agevolazioni e contributi pubblici
- Partiti vincolati a paletti statutari per la concessione dei rimborsi elettorali (statuti pubblicati in Gazzetta Ufficiale)
- Si riduce a 5 mila euro la soglia oltre la quale i contributi erogati ai partiti sono soggetti a dichiarazione congiunta mentre è obbligatoria la certificazione del rendiconto da parte di una società di revisione iscritta nell’albo speciale. Il controllo dei rendiconti sia sui partiti sia sulle sue articolazioni territoriali è affidato alla Corte dei conti. Se dall’esito del controllo emergono irregolarità, è prevista la decurtazione dei rimborsi elettorali.

- Ogni partito deve indicare nel proprio statuto una serie di elementi volti ad assicurare il rispetto dei principi di democrazia interna e trasparenza (art. 3), tra i quali: organi dirigenti, modalità di elezione, durata degli incarichi, casi di incompatibilità, presenza paritaria di donne e uomini negli organi collegiali, presenza delle minoranze negli organi collegiali non esecutivi, criteri di ripartizione delle risorse finanziarie tra struttura nazionale e articolazioni territoriali.
- Nello statuto dovranno essere presenti: limite massimo dei mandati elettorali e relativi a incarichi interni; il codice etico; l’attribuzione della rappresentanza legale a un tesoriere, la nomina di un comitato di tesoreria e di un collegio sindacale e l’attribuzione a una società di revisione della certificazione del rendiconto di esercizio.
- Accedono ai rimborsi elettorali e a qualsiasi altra forma di finanziamento pubblico esclusivamente i partiti che rispettano i requisiti di democrazia interna e di trasparenza e abbiano ottenuto l’elezione di almeno un rappresentante sotto il proprio simbolo nelle relative consultazioni
- Il 5% dei rimborsi elettorali è destinato alla formazio
ne dei giovani alla politica. - Le primarie devono essere promosse dall’ufficio elettorale centrale nello stesso giorno per tutti i partiti e sono incentivate dal fatto che chi decide di non indirle subisce una riduzione del 25 per cento del contributo pubblico. È prevista l’anagrafe degli eletti.
- I bilanci devono essere pubblicati sul web open data sul sito del partito e su quello della Camera in modo da garantire la massima trasparenza (e valutazione di dettaglio) anche da parte dei cittadini.
Proposta riforma Casini Molte le convergenze con il testo del PD, dal controllo dei bilanci da parte della Corte dei Conti ai criteri di democrazia interna. Quasi 12mln di fondi pubblici ricevuti nel 2010, donazioni private che sfiorano i 2mln e zero euro di resa da investimenti e proprieta’ nello stesso anno. Sono i dati del bilancio dell’Udc che il partito di Pier Ferdinando Casini ha già messo on line.
Un inizio, se non altro; la pubblicazione dei bilanci dei partiti già da subito può sicuramente essere uno strumento di “controllo” da parte dei cittadini verso i loro rappresentanti. Per quanto riguarda le proposte di riforma dei partiti chi vivrà vedrà, il fatto che si sia ammesso di avere un problema è già un grande passo avanti. Queste proposte sono effettivamente in Commissione ma tutti sanno che ciò non è garanzia di una loro veloce trasformazione in normativa, Tikkun Fenix® seguirà l’iter passo passo e ve ne renderà conto.










